27 gennaio 2009

frammenti….Per la Sinistra, e sei!

Comincia ad essere difficile tenere il conto del numero e delle vocazioni dei diversi partitini che nascono e si scindono nell’estrema sinistra, tutti con l’obiettivo della sua rifondazione .
Partendo dall’angolo a sinistra c’è il Partito Comunista dei lavoratori di Ferrando (ex Lotta Comunista, IV Internazionale,DP,minoranza di Rifondazione Comunista), nato nel 2006 contro l’alleanza elettorale dell’Unione che sosteneva Prodi. Si presenta in vari comuni alle amministrative del 2007 quasi sempre restando sotto l’1% tranne alcuni piccoli comuni come Canicattì e Cairo M. Alle politiche del 2008 ottiene lo 0,57%.
Secondo Sinistra Critica di Flavia D’Angelo, bravissima nei dibattiti elettorali televisivi delle ultime elezioni politiche, dove il partito nato dal senatore dissidente Turigliatto ha preso lo 0,46%.I due partiti sembrano spariti dopo il momento di visibilità ottenuto nelle tribune elettorali di aprile, ma ci sono. Comunque un risultato possono vantarlo:insieme hanno fatto mancare il 4% alla Sinistra Arcobaleno ( 3,08% alla Camera) e l’elezione di circa 30 deputati. Senza contare l’1% dei socialisti, lo 0,32% di PBC (per il bene comune) lo 0,25% di Unione Consumatori, tutti più o meno targati a sinistra.

Per terzo c’è il Partito dei Comunisti Italiani di Diliberto, nato nel 1998 da una scissione a destra di Rifondazione quando Bertinotti ritirò il sostegno al primo governo Prodi. Del PdCI vogliamo ricordare la partecipazione di Diliberto al congresso dei comunisti russi (stalinisti) poco più di un anno fà e l’apporto dato al governo Prodi con il ministro dei trasporti Bianchi che a causa dei risultati non esaltanti fù sconfessato dopo un anno circa dal partito ( offeso, si iscrisse quasi subito al PD).Diliberto fù comunque l’unico dirigente di rilievo che lasciò la propria candidatura alla Camera (allora ritenuta sicura) ad un operaio della Tissenkrupp ed ha più volte proposto (l’ultima il 21 gennaio, 88° anniversario della nascita del PdCI nel 1921) l’unificazione immediata con Rifondazione.

Quarto e non ultimo Rifondazione Comunista nato nel 1991 al momento dello scioglimento del PCI. Dopo la sconfitta del maggio 2008 ed il ritiro spirituale di Bertinotti ha avuto un rovescio di maggioranze interne (per pochi voti ) con la sostituzione di Giordano con Ferrero il quale rifiuta qualunque forma di aggregazione con chiunque nell’area postcomunista. Fino a qualche settimana fa era l’unico dei frammenti al quale si poteva comunque attribuire almeno un 2 % in qualunque scadenza elettorale.
Quinto la Sinistra Democratica di Mussi, Angius e molti altri usciti dal PDS nell’aprile 2007 al momento della nascita del PD. Con un nucleo consistente alla camera ed al senato (33 membri ormai persi ) ed anche al Parlamento europeo (Berlinguer, Pasqualina Napoletano,Claudio Fava) ha portato fuori dal PDS i più competenti nell’area ambientalista del partito (ad es. Fulvia Bandoli,Gloria Buffo,Calzolaro ) ma al contrario di quanto sembrava all’inizio si è strutturato in un nuovo stabile partitino (compie 2 anni fra 2 mesi) che ha già perso numerosi pezzi: il gruppo di Angius, ,Grillini,Nigra verso i socialisti, altri come Crucianelli,Nerozzi convinti anche da una candidatura ad hoc, in aprile hanno cambiato idea e sono ri-entrati nel PD. Sinistra Democratica sembra confermare che la vocazione all’unificazione nella sinistra parte prima di tutto dal ribadire nella sostanza la propria indisponibilità a cambiare. Infatti, invece di verificare un anno fà la possibilità di rimescolare ed ammodernare la propria storia politica entrando nell’area dell’ecologismo si stà riproponendo come nuovo partitino, che naturalmente si riferisce alla Socialdemocrazia europea, rifondando, naturalmente “dal basso”, un nuovo gruppo, che al momento la affianca e che si chiamerebbe “Per la Sinistra”. Unendo (forse) i fuoriusciti da Rifondazione, qualcuno che (forse) arriverebbe dai Verdi, qualche esponente di Legambiente senza sbocchi o speranze nel PD ed un certo numero di quadri locali dispersi dai vari disastri della sinistra e dei verdi in cerca di aggregazione. Tutto naturalmente nell’alveo della vecchia sinistra ma abbellita da una serie di connotazioni anche di tipo ambientalista ma senza esagerare.
Se pensate che sia finita qui (siamo a sei ) vi sbagliate. Tre giorni fa a Chianciano la minoranza di Vendola-Bertinotti è formalmente uscita da Rifondazione Comunista, naturalmente “per favorire la rifondazione di un nuovo soggetto plurale della sinistra”. Tuttavia il nuovo gruppo, che con una certa curiosità pensavamo arrivasse rapidamente a vivacizzare la partita che si mostra sempre meno avvincente, si è già dato un nome (Movimento per la sinistra) ed un simbolino (una stella),naturalmente provvisori.
Non il nome che si pensava (Rifondazione per la sinistra) perché in realtà la scissione ha coinvolto solo la metà (forse meno) della minoranza che aveva quel nome.Quelli rimasti nel partito (i bertinottiani) hanno fatto sapere che non si sono sciolti (“lo scioglimento della corrente è una pseudonotizia”), anzi riorganizzano la corrente in una assemblea nazionale che si svolgerà domenica prossima a Roma. Mentre si aspetta in febbraio se questo esaltante scenario coinvolgerà anche qualche verde della maggioranza “Cento-Francescato più Bonelli” la vicenda si ingarbuglia. Da più parti si scrive che in realtà nessuno ha fretta di scegliere che fare in quanto si attenderebbe la (probabile) debacle elettorale del PD alle prossime europee dalla quale potrebbe scaturire la sua rottura (la fantasia a sinistra non ha limiti) ed un nuovo partito “socialista” guidato da Massimo D’alema.

Se qualche lettore spazientito pensa che abbiamo esagerato, lasciandoci andare a qualche venatura di “anticomunismo“ concludiamo riportando alcuni brani di una recentissima intervista (2-3 giorni) di Fausto Bertinotti :

In Italia non esiste la sinistra….Non è un’invettiva. È una constatazione, amara, di fatto… Riguarda il Pd, che ha un’istanza sostanzialmente moderata, riguarda l’Idv, populista e giustizialista, ma riguarda soprattutto la cosiddetta sinistra radicale, che dopo la sconfitta elettorale ha subìto una divisione neoidentitaria che l’ha resa impotente. La sinistra, così com’è, accentua la sua crisi e la sua scomparsa. L’attuale assetto è non solo inadeguato ad affrontare la realtà, ma impedente per una rinascita….Si può essere morti senza saperlo... Per capire se sei vivo o morto bisogna vedere la reattività di fronte agli eventi...
Se ci fosse una sinistra si farebbe portatrice di un’innovazione del modello economico e sociale in direzione dell’uguaglianza e di uno sviluppo ecologicamente sostenibile. Ma non c’è. La sinistra come tale è assente, o perché fuori da questa sfida, irretita dall’adesione sostanziale alla cultura neoliberale, o perché ridotta all’impotenza dal carattere assolutamente minoritario delle sue formazioni..… i più recenti movimenti hanno mostrato che vogliono essere indipendenti. Sono un fenomeno inedito. Il movimento della scuola ha rifiutato il codice dei fratelli maggiori e dei padri. Non ha cercato né l’alleanza né la collisione, semplicemente ha ignorato la sinistra politica. La sinistra non significa nulla nella loro esistenza concreta…
..si stanno rinchiudendo in ipotesi prevalentemente identitarie e quindi condannate all’impotenza.


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