19 settembre 2011

Elezioni: Berlino entra nella quarta dimensione


di Massimo Marino

Sesta sconfitta consecutiva dei conservatori della CDU, scomparsa dei suoi alleati liberali, nessuno spazio all’estrema destra, grande successo dei Grünen, calano Linke e SPD , emergono clamorosamente i Piraten: Grünen e SPD governeranno la città-stato.

Quasi un cataclisma, sorprendentemente positivo e di grande interesse per tutta l’Europa, il risultato delle elezioni nella città-stato di Berlino. L’ultimo test di quest’anno ( il sesto) che sembra prefigurare con una buona certezza che fra meno di un anno la Germania sarà governata (dopo 10 anni) da SPD e Grünen. Ma il risultato di Berlino, probabilmente uno degli avvenimenti politici più significativi dell’ Europa degli ultimi anni, porta con sè molte riflessioni.

Ich bin ein Berliner, “siamo tutti berlinesi”, verrebbe da dire parafrasando al plurale l’intervento di J.F.Kennedy il 26 giugno 1963 mentre era in visita ufficiale alla città di Berlino Ovest rinchiusa dal muro nell’enclave della Germania Est. L’intervento di Kennedy fù in realtà molto timido nella difesa dei diritti di libertà dei cittadini della capitale divisa dal muro.

I 3,4 milioni di berlinesi di oggi, con 450.000 berlinesi non tedeschi senza passaporto che hanno potuto in parte votare ( quelli dell’area UE) per i 12 quartieri, sono andati molto oltre.

Con la possibilità di votare liberamente con il sistema proporzionale ed il quorum del 5%, che sembra funzionare perfettamente ( senza i ricatti del voto utile dei sistemi maggioritari all’italiana con le “ porcate 1 e 2” del porcellum e del mattarellum ), hanno sciolto di fatto il partito liberale FDP. Sanzionando che, pur avendo nel maggio scorso cambiato leader e scelto un giovane 38enne di origine vietnamita, l'FDP non ha niente da dire di diverso da CDU e SPD. I liberali sono ormai fuori da tutti i parlamentini regionali (meno uno). Restano provvisoriamente nel Bundestag ed al Parlamento europeo nel gruppo liberale dove stanno gli eletti italiani di Di Pietro. La loro scomparsa (1,8%) ben sotto il 5% è di grande rilevanza: sanziona che la CDU ( che con il 23,4% è aumentata di più di due punti ) dal prossimo anno non governerà più la Germania non avendo più alcun alleato, neanche di destra estrema, accanto a sé.


Il successo principale, accuratamente nascosto dai principali media italiani di tutti i fronti, lo hanno avuto i Grünen, saliti al 17,6% (+4,5%) che governeranno la città-stato ( al posto della Linke calata di 1,7 punti con l’11,7%) insieme all’SPD che pur in flessione (- 2,5%) resta il primo partito nella città con il 28,3 %.

Particolarmente clamoroso il risultato del partito ecologista nel distretto (quartiere) di Friedrichshain-Kreuzberg dove diventa il primo partito con il 30,2% dei voti. Il sindaco distrettuale in carica (Bezirksbürgermeister) era già il verde Franz Schulz. Il piccolo distretto ( uno dei 12 della città ) nato dall’unione di due quartieri della vecchia Germania est ed ovest ha una composizione sociale molto differente: Friedrichshain, già appartenente a Berlino Est, ha una popolazione giovane ed etnicamente omogenea; Kreuzberg, al contrario, appartenuto a Berlino Ovest è caratterizzato da un alto numero di anziani e stranieri (soprattutto immigrati turchi). Anche la presenza fra i due vecchi quartieri del fiume Sprea, varcato solo dal ponte Oberbaumbrücke, fù in passato elemento di divisione; che oggi si manifesta solo nella goliardica Wasserschlacht ( "battaglia dell'acqua" ), che vede affrontarsi allegramente proprio sull'Oberbaumbrücke, il ponte di collegamento, i rappresentanti dei due quartieri originari.



Ma le novità non finiscono qui. Superando anche i sondaggi che già li davano in forte salita, il partito dei pirati (Piratenpartei ) ha raggiunto quasi il 9% ed entra alla grande nel parlamento locale con 15 seggi. Software libero, ma anche trasporti pubblici gratuiti e maggiori libertà personali e collettive sono alcuni degli obiettivi del nuovo gruppo, in realtà pochissimo strutturato, che ha evidentemente attratto una parte del potenziale elettorato ecologista, specie fra i giovani ma secondo i pochi commentatori italiani attenti alla realtà tedesca anche settori radicali di diverse generazioni, parte dei quali considerano i Grünen un po’ troppo moderati e imborghesiti e che comunque si sentono “liberi” di votare, magari provvisoriamente, anche un gruppo più radicale. Un segnale di allarme per il gruppo dirigente degli ecologisti che gli impone di valutare quanto rapidamente e radicalmente si muove la Germania e che rende molto più difficile ai verdi tedeschi l’obiettivo di diventare la seconda ( o la prima ) forza politica del paese nelle prossime elezioni politiche.


Il comportamento dei principali media italiani sulle elezioni berlinesi è particolarmente penoso. Nelle versioni online (non leggiamo di norma la versione cartacea ) i titoli di Repubblica ancora dopo 24 ore ignorano i risultati dei Grünen, parlano di successo SPD ( che in realtà ha perso parecchi voti e 5 dei sui 53 seggi) e naturalmente accennano ai Pirati con il solito taglio folkloristico. Un po’ meglio, incredibilmente, Stampa e Corriere che entrambi nei titoli accennano: ”volano i verdi”… ma gli articoli scompaiono dalla prima pagina (dalla bacheca ) fra la notte di domenica ed il mattino del lunedì ( in pratica se non avessimo i nostri siti per riprodurli li avremmo letti in 100, navigatori della sera e della notte… ). Il Corriere aggiorna i commenti sulla Germania con una dichiarazione della Merkel che invita la sua coalizione (che di fatto si è dissolta) a “ moderare i commenti post-elettorali per non innervosire i mercati ..”


Mentre in Italia il sistema politico resta immutato e a destra e a sinistra si inventano porcate, referendum truffa e artifici legislativi per mantenere il paese in quella specie di medioevo in cui si barcamena da quasi 20 anni con l’avvento di quella cosiddetta seconda Repubblica che sembra uguale o peggiore della prima, l’episodio berlinese e l’evoluzione positiva della Germania confermano che se maturano nella società i germi della democrazia e se il sistema elettorale lo consente e non viene taroccato continuamente, c’è anche la possibilità che i cittadini-elettori indichino per quanto possono delle vie di uscita dalla crisi non necessariamente distruttive ed inaccettabili. Un buon compromesso fra le fantasiose pulsioni alla democrazia diretta e il sostegno alle varie porcate elettorali dei nostri alternativi nostrani, soddisfando invece la concreta necessità di darsi strumenti per entrare nelle istituzioni, fare un po’ di pulizia e cacciare fuori gli orchi cattivi, o almeno espellerne un po’..



Non c’è da farsi eccessive illusioni. La Germania ha i gravi problemi economici del resto d’Europa ma li stà affrontando diversamente. Con nuovi protagonisti, nuove idee, nuovi soggetti sociali che si affacciano alla ribaltà e dicono la loro, contribuendo ad una continua modernizzazione, umana e accettabile, del paese. Per fare un solo esempio decine di associazioni si sono mobilitate nel corso della campagna elettorale per sostenere l’ipotesi che progressivamente si possa arrivare ad allargare i diritti elettorali ai milioni di cittadini della Germania che non hanno passaporto tedesco, favorendo ulteriormente l’integrazione e la convivenza degli immigrati dell’area UE ed extracomunitaria. E l’iniziativa, sicuramente non di quelle facili, non ha alimentato nel voto alcuna destra xenofoba.


Berlino: percentuali e seggi delle elezioni di ieri:


SPD 28,3% (-2,5%) 48 seggi (-5)
CDU 23,4% (+2,1%)39 seggi (+2)
GRÜNE 17,6% (+4,5%) 30 seggi (+7)
DIE LINKE 11,7% (-1,7%) 20 seggi (-3)
PIRATEN 8,9% 15 seggi (+15)

I titoli dei 3 principali quotidiani ( online) sul voto berlinese

La Repubblica
Elezioni Berlino, vince la Spd, nuova debacle per il governo. I socialdemocratici conservano il governo della città-Land: la Cdu ferma al 23,5%. L'Fdp, alleato della cancelliera nel governo nazionale, non supera la soglia di sbarramento. Il partito dei pirati vola all'8,5% dal nostro corrispondente Andrea Tarquini

Corriere della sera A Berlino riconferma per il sindaco Spd. La Cdu della Merkel non riesce a sfondare Primi dati: Wowereit resta alla guida della città-Land. Volano i verdi, disastro liberale. Bene i Pirati. Il cancelliere all'indomani della sconfitta elettorale del suo partito a Berlino : La leader tedesca ha consigliato ai membri della sua coalizione di governo di «pesare molto attentamente le parole per non innervosire i mercati»

La Stampa Voto a Berlino, vince la Spd ma Merkel tiene. Boom del "partito dei pirati" che sfiora il 9% Di Alessandro Valiani I socialdemocratici conservano il governo della città-Land: riconfermato Wowereit. Cdu al 23,5%. Volano i Verdi. La sorpresa è il Piraten Partei che punta su trasparenza e web.

1 commento:

  1. Il contributo sintetico di verdi.it alla notizia:

    http://verdi.it/politica/30313-elezioni-berlino-giu-fdp-su-verdi-e-pirati.html

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